Villa Lante a Bagnaia, Viterbo. Un giardino storico da visitare

Villa Lante  a Bagnaia, Viterbo. Un giardino storico da visitare
Quando è la prima domenica del mese come non approfittare della bellissima iniziativa Musei Aperti  !?
Un ‘occasione per  scoprire un giardino  che concentra bellezza e storia in una passeggiata piacevolissima.

Sto parlando di Villa Lante a Bagnaia a Viterbo tra i  giardini Italiani più famosi 

I giardini di  Villa Lante sono dello Stato italiano e furono progettati dal Vignola, sono un esempio lampante di Giardini all’Italiana.

Dunque :i giardini sono divisi in due parti entrando il cancello sulla sinistra la biglietteria e di fronte un’imponente fontana ti accoglie.  Un’ aria magicamente storica e verde ti abbraccia.

Le geometrie disegnate con il bosso danno l’immagine perfetta di ciò che si studia sui libri in merito ai giardini all’italiana.

Niente è lasciato al caso. La progettazione pensata e voluta dal Vignola viene prepotente fuori.

Le fontane, i giochi d’acqua si susseguono lungo la salita  la vegetazione intorno e il bosco ne sono la perfetta cornice.

Una delle letture allegoriche della Villa attribuisce alle 4 fontane i 4 elementi naturali : Acqua – Aria – Fuoco – Terra.

Tralascio letture architettoniche o dettagli storici (vi lascio il piacere della scoperta) .

Condivido con voi due cose  hanno catturato la mia attenzione.

La prima è la Tavola in peperino situata nel terrazzamento di mezzo e veniva utilizzata per quelli che sono gli attuali pic-nic.

Ai lati della tavola dei “canali d’acqua” che la circondano lungo il perimetro e in centro una vasca scavata nel peperino.

Chissà con quale beltà si ornava quando venivano gli ospiti del Cardinal Gambara. Potessi tornare indietro nel tempo vorrei andare ospite ad uno di questi convitti solo per vedere la tavola imbandita.

Il secondo  è la “Catena d’acqua” elemento di raccordo tra la Fontana dei delfini e quella dei Giganti.

La caduta del’acqua è il fattore decorativo architettonico. E’ formata da volute agganciate le une alle altre che ricordano le branchie di un gambero simbolo del Cardinal Gambara.

Anche a Caprarola e a Villa Este  ci sono esempi su  questo genere.

Impossibile non rimanere incantati dalla leggerezza della pietra dove scorre limpida l’acqua.

Tutto intorno querce lecci e platani, un’esplosione di verde che accompagna nella passeggiata.

Uomo e natura si intrecciano, un luogo dove  imparare qualcosa e dove, anche, ritrovarsi un po.

 

 

 

 

 

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