La storia della margherita (bellis perennis)

La storia della margherita (bellis perennis)

Chi non è mai rimasto affascinato dai campi coperti del bianco e semplice candore delle margherite spontanee?

Sinonimo di primavera, leggerezza e simpatia. 

La margherita da sempre simboleggia la primavera, prima delle rondini prima che tutto rinasca e si tinga di nuovi colori i campi si costellano di bianco ecco perché vengono anche dette pratoline. 
Proprio perché fioriscono in questa stagione che in antichità rappresentava il rinnovamento dell’anno da sempre il suo significato simbolico è quello della rinascita. Non a caso molti pittori come Botticelli o il Ghirlandaio e molti altri l’hanno raffigurata negli affreschi e nei dipinti per evocare la nascita o resurrezione di Cristo, dandole un’accezione fortemente cristiana.

Anche nella lingua tibetana Margherita significa vita che rinasce, in inglese Daisy “Day’s Eye” letteralmente occhio del giorno ad indicare la sua inconfondibile caratteristica di aprirsi al sorgere del sole chiudersi al tramonto.

Partiamo dal Nome Bellis Perennis proposto e accettato da Linneo.

Per alcuni Bellis deriva dal latino “Bellum” guerra proprio a richiamare le proprietà curative della margherita nella cura delle ferite oppure sempre dal latino “bellus” inteso come aggettivo bellino/grazioso con evidente richiamo all’aspetto grazioso del fiore.

Perennis intende la specificità della specie per l’appunto perenne. 

Nel linguaggio dei fiori evoca candore, purezza, bontà ma vuole dire anche “Ci penserò”. Nel medioevo veniva utilizzata per pratiche divinatorie amorose è infatti ancora oggi luogo comune sfogliare una margherita pensando all’amato/a e recitare il famoso “M’ama,non M’ama”.

Inoltre le fanciulle indecise e in età da marito si ponevano sul capo o tra i capelli delle ghirlande di margherite per indicare che erano libere.

Le ghirlande indicavano che le ragazze ci stavano ancora pensando in merito magari ad alcune proposte che avevano ricevuto.

Ho trovato due storie principalmente legate alla nascita della margherita.

La prima racconta di una bellissima ragazza Bellis, figlia del Dio Belus, divinità celtica legata al sole e alla luce.

Un giorno mentre Bellis danzava con il fidanzato mosse la curiosità del dio della primavera che se ne innamorò e cercò di strapparla al fidanzato che la difese.

La ragazza ebbe tanto timore e paura che chiuse gli occhi e si trasformò in una bella margherita di prato. 

Ma la storia che mi ha fatto più sorridere di tenerezza è quella che parla dell’uomo gelo. In realtà ho trovato questa versione in molti siti per bambini senza riuscire a risalire alla sua fonte originaria.

“Una volta l’uomo del gelo se ne stava seduto nella sua capanna di betulla davanti al crepitio di un fuoco quasi spento”

Era, anziano e molto triste poiché si sentiva molto solo in quel luogo così freddo e deserto. I giorni passavano inesorabili. Finché arrivò un ragazzo dalle guance rosee, occhi azzurri e lucenti si avvicinò alla capanna con in mano un mazzo di fiori. 

L’uomo gelo lo invitò ad entrare e riavviato il fuoco disse al giovane :”Raccontiamoci quali incantesimi e meraviglie siamo capaci di fare!”.

Il ragazzo annuì e chiese al vecchio di iniziare: “ Quando io soffi i ruscelli si fermano, quando scuoto i capelli la terra si copre di neve e le foglie cadono a terra e con un respiro le faccio volare lontano, gli animali si nascondono al mio freddo e gelido soffio” 

Il ragazzo rispose :“ Il mio soffio invece fa spuntare fiori dappertutto, quando scuoto i miei capelli una leggera pioggia scende le piante diventano verdissime e i ruscelli riprendono a scorrere. Con un mio fischio gli uccelli tornano e il loro canto allieta le giornate”

Mentre il fanciullo parlava il sole diventava più caldo. Un pettirosso venne a posarsi sulla capanna, e il vento portò il profumo e i petali di fiori lontani. 

L’uomo del Gelo si commosse a tale racconto. Davanti alla sensazione di calore e colore e più il sole si alzava in cielo scaldandosi più lui diventava piccolo finchè sparì. Al suo posto nacque un fiorellino dal cuore giallo con petali bianchi leggermente orlati di rosa.

Come non rimanere ancora più innamorati delle margherite dopo che abbiamo letto e scoperto le curiosità e le leggende legate a loro?

In ogni pianta e in ogni fiore ci sono curiosità e racconti nascosti che e la fanno conoscere meglio.

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