Dalia tra storia leggenda e consigli per la coltivazione

Dalia tra storia leggenda e consigli per la coltivazione

A chi non piacciono le dalie?

La dalia quando sboccia sembra un Piccolo fuoco d’artificio floreale. 

L’altezza del fusto delle dalie va da 20 cm per arrivare fino a 2 metri in base alle varietà. Il fiore ha una simmetria perfetta che da una bellezza quasi ipnotica.

La RHS ( Royal Horticultural Society ) ne ha registrate circa 50.000 varietà e cultivar che differiscono tra loro per la forma e le dimensione del fiore.

La Dalia ha radici tuberose, ama terreni leggeri e posizioni soleggiate. Terreno sempre umido odia i ristagni e mal tollera la siccità… insomma per regalarvi la fioritura ha bisogno di una buona posizione e di qualche cura. 

Se non bastasse la bellezza del fiore a farla amare ecco la storia e qualche curiosità delle dalie. 

La dalia è dal 1963 è il fiore nazionale del Messico.

La loro coltivazione ha documentazioni risalenti già dal 1300 nei popoli precolombiani. 

La dalia è originaria del Messico, dove fu scoperta, i tuberi delle dalie venivano coltivati dagli Aztechi per un uso alimentare e non solo. Gli aztechi la chiamavano “cocoxochitil” che significava fiore a cannuccia o cannuccia per il suo fusto cavo. 

Veniva utilizzava in tutt’altro modo, infatti i fusti erano utilizzati per creare una sorta di condutture per l’acqua e il tubero veniva mangiato, spesso trasformato in farina. 

E’ un fiore antico, ma arrivò in Europa solo nel 1600 circa.

Quando arrivò in Europa fu introdotto proprio per il suo scopo di cibo e secondariamente con la sua funzione estetica. 

Constatando però che il suo sapore non era tra i migliori si perse nel tempo questo utilizzo edibile e ha preso sempre più lo scopo ornamentale in case e giardini. 

A chi dobbiamo il nome DALIA (dahlia) ? 

Quando grazie ai primi cercatorie scopritori di piante le dalie arrivarono in Europa si pensava di poterle sostituire alle patate, ben presto si resero conto che i tuberi erano duri e non adatti all’uso in cucina di contro i fiori bellissimi 

La coltivazione passò da l’orto ai giardini. 

All’inizio con le prime spedizioni botaniche le dalie passarono inosservate.

E’ Grazie a una delle ultime spedizioni scientifiche promosse dalla corona spagnola del 700  che alcuni semi furono raccolti nell’Orto Botanico di Città del Messico (Vincent Cervantes ) e furono spediti, tra l’altro con un etichettatura errata (coreopsis), ad un membro del Giardino botanico reale di Madrid.

Questo avveniva nel 1789, l’anno dopo già alcuni semi avevano fiorito e si scrissero i primi volumi a loro dedicati. 

Il direttore del GIardino Botanico di Madrid l’abate Cavanilles battezzò il fiore con il nome di Dalia in onore di Andreas Dnl un bravo e famoso discepolo del ben noto Linneo.

Il viaggio della dalia dalla spagna all’europa… I semi da MAdrid arrivarono ovviamente a Kew Garden dove ce li portò la Marchesa di bute a cui dobbiamo anche l’introduzione della zinnia in Inghilterra.

Da lì la dalia viaggio e si diffuse nei giardini fino ad arrivare a  Parigi diventando tra le piante preferite dell’epoca e non solo .

Insomma la loro storia è curiosa, rocambolesca fatta di viaggi lunghi e scoperte botaniche di un tempo che fu.

Immancabile anche una leggenda che affonda radici laddove la dalia è originaria: in Messico.

Quando l’impero Azteco venne distrutto il Messico passò sotto il dominio spagnolo che tra le altre cose fondò numerosi conventi. 

Tra questi luogo della nostra leggende è il convento di Tazleco consacrato alla Madonna del buon consiglio e dove c’era una particolare attenzione per il culto dei fiori sia reali che artificiali.

La badessa era nominata tra le monache in base alla sua bravura nel realizzare manualmente mazzi di fiori “finti”

Per lungo tempo, data la sua bravura, suor Teodolinda veniva sempre nominata badessa del convento.

Finché arrivò suor Gentile che prima dei voti era stata fioraia. 

Le due suore si confrontarono e fu naturale un pareggio per la bellezza dei loro mazzi artificiali allorché fu chiamato l’arcivescovo a decidere quale dei due fosse più bello.

Suor Gentile realizzò dei fiori di una simmetria perfetta con tanti cartoncini di varie grandezze tutti uguali e ipnotici. Il suo lavoro veniva spiato da una seguace di suor Teodolinda che di fatto la copiò presentando così un mazzo identico a quello di suor Gentile.

L’arcivescovo perplesso non sapendo cosa pensare e chi scegliere pose i mazzi davanti la statua della Madonna.

Le suore subito si inginocchiarono al Miracolo, infatti la statua si mosse muovendo il braccio verso il mazzo di suor Gentile e non solo i fiori si trasformarono in corolle vere … erano sbocciate le  prime DALIE!

Come sempre le storie e le leggende dei fiori sono affascinanti ricche di curiosità e  talvolta molto favoleggianti. Per i consigli di coltivazione lascio il video sulla coltivazione delle dalie caricato sul mio canale youtube

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