Camelie, storia di un fiore divenuto famoso.

Camelie, storia di un fiore divenuto famoso.

Parliamo di una delle tante storie su come le Camelie sono passate alla storia.

 

Per fare questo oltre ad avere una buona dose di curiosità e voglia di saperne di più mi sono ovviamente avvalsa dei consigli e le conoscenze di Enrico proprietario ed esperto in materia del vivaio “ Le Camelie del Generale

Prima di addentrarci nella sua storia c’è da dire che la camelia da sempre è circondata da un alone di eleganza, in età Vittoriana  era un vero e proprio status symbol . Era presente un tutti i giardini nobiliari .

Gli inglesi, e non solo,  la definiscono comeUNDERSTATEMENT” ovvero simbolo di superiorità, bellezza e perfezione non esibita. Ancora oggi la pianta di Camelie viene regalata per indicare e sottolineare la grande stima nei confronti di qualcuno .

Oltre a tutto  questo le camelie  da sempre indicano la PASSIONE.

Arrivata in Europa (da terre orientali)  nel 1700 grazie a Robert Fortune il suo nome dato dalla classificazione di Linneo nasce come omaggio e dedica del Botanico Gesuita Kamel che veniva chiamato Kamelous e con latinizzazione è diventato Camelia.

La prima fioritura europea è datata 1739 a merito di Lord Petre di Thorndon nell’Essex.

Ma a rendere famosa ai più la camelia fu Dumas (figlio) scrivendo La Signora delle Camelie che poi ispirò Verdi per la Traviata

La storia della signora delle camelie parla di una donna dai facili costumi Margherite Gautier.  La protagonista dell’opera  per manifestare la sua disponibilità o meno si appuntava  una camelia di colore rosso o bianco sul suo vestito.

Quello che molti non sanno è che la storia si ispira alla figura di Alphonsine Plessis morta a 23 anni. Nata da famiglia povera in un piccolo paese in Normandia si trasferì poi a Parigi ove divenne una delle donne più desiderate e richieste e conseguentemente molto ricca . La storia la descrive come una donna  alta, fisico esile e pelle lattea. Invidiata dalle donne per la sua eleganza e raffinatezza dei modi di fare, amava leggere, suonare e andare a teatro.   

L’ultima volta che fu vista fu proprio a teatro, magrissima data la malattia e con in mano un mazzo di camelie bianche . Morì il 3 febbraio del 1847 e la storia narra che tutti i suoi amanti fecero a gara per adornare di camelie la sua tomba. Attualmente ancora adornata di fiori  nel cimitero di Montmatre.

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